Il cinghiale (Sus scrofa Linnaeus, 1758)[2] è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Suidi.
Originario dell'Eurasia e del Nordafrica, nel corso dei millenni il cinghiale è stato a più riprese decimato e reintrodotto in ampie porzioni del proprio areale e anche in nuovi ambienti, dove si è peraltro radicato talmente bene, grazie alle sue straordinarie doti di resistenza e adattabilità, che viene considerato una delle specie di mammiferi a più ampia diffusione ed è arduo tracciarne un profilo tassonomico preciso, in quanto le varie popolazioni, originariamente pure, hanno subito nel tempo l'apporto di esemplari alloctoni o di maiali rinselvatichiti.
Da sempre considerato al contempo una preda ambita per la sua carne e un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, solo nel corso del XX secolo ha cessato di essere una fonte di cibo di primaria importanza per l'uomo, soppiantato in questo dal suo discendente domestico, il maiale. Per lo stretto legame con l'uomo, il cinghiale appare frequentemente, e spesso con ruoli da protagonista, nella mitologia di molti popoli.
Gli sfeniscidi (Spheniscidae Bonaparte, 1831) sono una famiglia di uccelli comunemente noti come pinguini, l'unica famiglia dell'ordine Sphenisciformes[1]: sono gli uccelli più acquatici in assoluto e il loro gruppo si è evoluto a partire da uccelli volatori, ma ora nessuna specie di pinguino è in grado di volare; sono animali molto specializzati e sociali, hanno una forma idrodinamica e ali trasformate in pinne che li rendono perfetti nuotatori.
Gli sfeniscidi (Spheniscidae Bonaparte, 1831) sono una famiglia di uccelli comunemente noti come pinguini, l'unica famiglia dell'ordine Sphenisciformes: sono gli uccelli più acquatici in assoluto e il loro gruppo si è evoluto a partire da uccelli volatori, ma ora nessuna specie di pinguino è in grado di volare; sono animali molto specializzati e sociali, hanno una forma idrodinamica e ali trasformate in pinne che li rendono perfetti nuotatori.
Gli sfeniscidi (Spheniscidae Bonaparte, 1831) sono una famiglia di uccelli comunemente noti come pinguini, l'unica famiglia dell'ordine Sphenisciformes[1]: sono gli uccelli più acquatici in assoluto e il loro gruppo si è evoluto a partire da uccelli volatori, ma ora nessuna specie di pinguino è in grado di volare; sono animali molto specializzati e sociali, hanno una forma idrodinamica e ali trasformate in pinne che li rendono perfetti nuotatori.
Tra i principali predatori dei pinguini sulla superficie terrestre ci sono la procellaria gigante (Macronectes giganteus), uccello con un comportamento molto aggressivo, gli stercorari (Stercorarius spp.), le ossifraghe (Macronectes spp.), i chionidi (Chionidae spp.), i gabbiani (Larus spp.) e la weka (Gallirallus australis). Questi predatori si nutrono principalmente dei piccoli e delle uova. Per proteggere i propri piccoli, i pinguini stanno costantemente attaccati a loro, e alcune specie hanno trovato una soluzione efficace: nidificare insieme ad altri animali.
Pinguino imperatore attaccato da una foca leopardo.
Ad esempio, alcune specie come il pinguino crestato, nidificano insieme agli albatros, uccelli pacifici che, con un'apertura alare di 3 m, sono abbastanza grandi da tenere alla larga eventuali predatori. Un altro modo, attuato da tutte le specie, è quello dello scambio di turni di pesca tra i genitori: un genitore si occupa della pesca per procurare cibo ai piccoli e uno si occupa di badare ai pulcini. Al ritorno dalla pesca, i genitori si scambiano i ruoli e così via. I suoi principali predatori in mare sono la foca leopardo (Hydrurga leptonyx), l'orca (Orcinus orca) il leone marino (Arctocephalus spp.), l'otaria (Otaria flavescens) e l'elefante marino (Mirounga leonina)



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